La #CarovanaXlaGiustizia è già pronta a ripartire!

Dichiarazioni di Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Maurizio Turco del Partito Radicale, e Giuseppe Belcastro Coordinatore per l’Unione Camere Penali.

La #CarovanaXlaGiustizia è tornata a Roma, durante la conferenza stampa di domenica 18.06 in via di Torre Argentina 76 per fare il punto sul viaggio tenuto tra il 9 e 17 giugno.

Rita Bernardini, membro della Presidenza del Partito radicale, al 24esimo giorno di sciopero della fame ha dichiarato

“Proseguo lo sciopero della fame iniziato 24 giorni fa per scandire i tempi del governo sull’attuazione del ddl penale. Ritengo sia un atto di responsabilità vigilare sui tempi dei decreti delegati che, anche se emanati domani, devono passare al vaglio delle commissioni competenti di Camera e Senato, dopodiché occorrerà attendere la risposta del Governo, la quale sarà poi nuovamente esaminata dalle stesse commissioni.

Per quanto concerne la proposta di legge costituzionale sulla separazione delle carriere è bene ricordare che già nel 2000 ai tempi del referendum 10 milioni di italiani dissero sì, peccato poi non aver raggiunto il quorum per colpa di chi invitò ad andare al mare. La cosa grave dell’aumento del sovraffollamento nelle carceri è che la struttura (agenti, educatori, sanitari) non riesce a fronteggiare quello che va oltre la capienza regolamentare. Sulla giustizia c’è bisogno di fare informazione: il carcere e l’esecuzione penale sono purtroppo all’ultimo posto dell’agenda mediatica. Sui farmaci cannabinoidi: grazie anche ad Andrea Trisciuoglio con il quale avevamo denunciato la sparizione dalle farmacie del Bediol, l’onorevole pentastellata Mara Mucci ha presentato una interpellanza urgente per il question time e una interrogazione parlamentare a risposta scritta”.

Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino ha dichiarato:”La Carovana per la Giustizia ha tutti i connotati del Partito Radicale

quello nonviolento per lo sciopero di Rita Bernardini e quello transpartito perché si sono iscritti e hanno firmato cittadini di diversi schieramenti politici, come l’onorevole del PD Enza Bruno Bossio. Entro il 31 dicembre dobbiamo raggiungere i 3000 iscritti, in media 10 iscrizioni al giorno. Non ci arrendiamo e chiediamo a tutti quelli che hanno creduto e vogliono continuare a credere nelle lotte di Marco Pannella di aiutarci a raccogliere le iscrizioni”.

Maurizio Turco, Partito Radicale e Lista Marco Pannella ha dichiarato

“In 8 mesi abbiamo fatto 2 marce per l’amnistia, abbiamo visitato 200 carceri, Rita Bernardini, Irene Testa, Paola Di Folco, Maurizio Bolognetti hanno fatto lo sciopero della fame per giorni e giorni, a cui è corrisposto  un vero processo di censura nei confronti delle iniziative del Partito Radicale. C’è un diritto nostro ad essere conosciuti e un diritto dei cittadini a conoscere le nostre iniziative. La questione giustizia è stata cancellata dall’informazione. Dove sono i dibattiti televisivi? Ci sono milioni di processi accumulati di cui nessuno parla e i primi a pagarne le conseguenze sono le vittime dei reati. Ci auguriamo che oltre a dar conto delle nostre iniziative si facciano approfondimenti sulle radici delle iniziative”.

Giuseppe Belcastro, Coordinatore per l’Unione Camere Penali della raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere, ha dichiarato

“Era difficile immaginare alla partenza una risposta così entusiastica e convinta: oltre 44.000 firme in poco più di 40 giorni danno la misura della soddisfazione, ma pure della responsabilità che gli avvocati penalisti italiani hanno assunto. Nemmeno al giro di boa e con questi numeri all’attivo, diventa ancora più importante chiarire un punto: questa non è una iniziativa contro qualcuno. Ne abbiamo sentite tante, in questi giorni, di reazioni ingiustificate e, a volte, anche francamente scomposte. E’ importante allora ribadire con estrema chiarezza che l’obiettivo non è mai stato quello di una contrapposizione, men che mai con la magistratura.

È una battaglia in favore di qualcosa, per qualcosa: per la vera autonomia del giudice dalle parti processuali; per garantire le condizioni indispensabili all’adozione di decisioni imparziali; per ripristinare un equilibrio interno fra le parti del processo che, chiunque frequenti le aule dei tribunali, percepisce oggi come gravemente compromesso; per preservare, insomma, il diritto dei cittadini ad un giusto processo. È un segnale forte quello che 44.000 firme già lanciano e direi che, visti gli ultimi eventi sul tema giustizia, ce n’è davvero bisogno”.

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