Mamone, ultima tappa sarda della CarovanaXlaGiustizia

La Carovana per la Giustizia del Partito Radicale ha concluso il tour in tutte ele carceri della Sardegna, altre 38 firme raccolte per la pdl sulla separazione delle carriere tra pm e giudice.

Arrivati sull’isola il 28 agosto si imbarcheranno domani, 3 settembre, gli esponenti del Partito Radicale che oggi, con il carcere di Mamone, hanno concluso la visita di tutti e dieci i centri detentivi dell’isola. Vogliamo ricordare alcuni passaggi del dibattito di ieri avvenuto a Nuoro, nell’area dell’EX ME organizzato dalla Camera Penale di Nuoro.

Irene Testa, membro presidenza del Partito Radicale, che anche moderato l’incontro ha ricordato che

“durante questa Carovana abbiamo riscontrato una situazione che per un verso si potrebbe considerare un vanto per la Sardegna: la situazione delle colonie penali agricole – istituite in primis proprio dai sardi – andrebbero a mio avviso maggiormente sostenute perché sono un modello di detenzione importante che è andato via via scomparendo e che invece andrebbe esportato anche a livello nazionale. Ci sono però anche delle situazioni molto critiche: abbiamo visitato le carceri di Uta, Tempio Pausania, Alghero, Cagliari e Nuoro e abbiamo notato come la popolazione detenuta nelle carceri sarde, ma anche in quelle nazionali, è una popolazione molto povera, una popolazione soprattutto malata. Nel carcere di Cagliari abbiamo potuto constatare che su 600 detenuti, circa 300 sono malati psichiatrici, persone difficili da curare e con delle patologie importanti; il carcere non è il luogo adatto per ricevere una cura”.

Salvatore Murru, Presidente della Camera Penale di Nuoro che ha spiegato come un dibattito in una pubblica piazza sia

“una preziosa opportunità per aprirsi anche all’esterno, per fare in modo che queste discussioni così importanti su principi così basilari come la terzietà del giudice, quindi la separazione delle carriere, non rimangano ristrette in ambiti del modo accademico, ma vadano anche a contatto con l’opinione pubblica. Riguardo alle visite in carcere del Partito Radicale è importante che i detenuti siano coinvolti nel dibattito su momenti di politica giudiziaria, diversamente avrebbero solo l’occasione di leggere i giornali “.

Francesco Lai, componente della Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane con delega per il carcere, iscritto al Partito Radicale ha spiegato che

“abbiamo deciso di coltivare l’iniziativa legislativa popolare perché purtroppo è l’unico strumento che è rimasto. La battaglia per la separazione delle carriere è la battaglia storica dell’Unione delle Camere Penali Italiane, che è un’associazione che vive da oltre 40 anni. Purtroppo non ha trovato terreno fertile nella politica, nei partiti politici. Come Giunta abbiamo avuto un incontro con il ministro Orlando lo scorso anno che si è dimostrato molto sensibile per quanto riguarda la riforma dell’ordinamento penitenziario. Tuttavia sono argomenti che non ricevono il consenso dell’opinione pubblica, la politica spesso e volentieri agisce esclusivamente o prevalentemente per la ricerca del consenso popolare. Parlare di separazione delle carriere dei magistrati, parlare di civiltà all’interno delle carceri, parlare di ergastolo come pena di morte nascosta come ha fatto il Papa significa fare appelli regolarmente caduti nel vuoto, perché i partiti politici li hanno regolarmente ignoranti”.

Anche Roberto Deriu, consigliere regionale PD, già presidente della Provincia di Nuoro iscritto al Partito Radicale è intervenuto annunciando anche l’iscrizione dell’avvocato Mario Lai già sindaco di Ottana e noto penalista sardo:

“spero che anche miei colleghi e cittadini nuoresi vogliano iscriversi al Partito Radicale perché oggi è importante sostenere il Partito Radicale Transpartito, cioè al di là degli schieramenti politici nazionali, che lotta per il diritto, per la giustizia, per la libertà e per i valori dell’umanità così come possono esprimersi nella realtà concrete. Per questo si parte dalle carceri, per questo si illuminano quei luoghi bui dove la nostra società vuole rinchiudere le cose scomode, i suoi prodotti scomodi”.

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